La donna dello scandalo

•Giugno 27, 2007 • Lascia un Commento

la donna dello scandaloAlla vigilia del processo per abuso di minore contro l’insegnante di ceramica Sheba Hart, la sua sedicente amica del cuore, Barbara, decide di raccontare ad un’Inghilterra indignata la ‘vera’ storia dello scandalo. Ma la sua verità è profondamente deformata dall’ambigua attrazione che prova nei confronti dell’amica, dalla gelosia per il suo studente, dalla frustrazione di zitella attempata. Ed è quindi leggendo in controluce il suo racconto che scopriremo come sia proprio la pretesa amica di Sheba, con le sue rivelazioni tanto imprudenti quanto premeditate, la responsabile dello scandalo e della rovina di chi le ha incautamente confessato i suoi segreti.

Mi aspettavo molto di piu’ ma ad ogni modo e’ da leggere perche’ racconta una VERA storia d’amore tra un’adolescente e un’insegnante sposata e matura.
Si capisce come la stampa in certe situazioni esageri e rovina la vita privata di comuni mortali; non sempre le amiche del cuore si rivelano tali e sopratutto si conferma che l’amore non ha eta’.

Il romanzo ha vinto il Booker Prize.

Nessuno uscira’ vivo da qui

•Giugno 27, 2007 • Lascia un Commento

jim morrisonLa leggenda di “Re Lucertola”, nel più celebre best seller di Cultura rock. La vita – folgorante, estrema, drammatica – di Jim Morrison, il Poeta del rock che attraversò come un razzo l’orizzonte musicale e che finì in frammenti brucianti quando la realtà gli sfuggì di mano. Una storia di genialità e follia, nata e consumatasi nell’America di fine anni Sessanta, quando Morrison – poeta e ribelle, cantante e filosofo – fece irruzione sulla scena musicale come smagliante, oltraggioso, sensuale discepolo dell’Oscurità e cantore della Sessualità, della Rivolta, dell’Inconscio. «Volevo solo provare i confini della Realtà… Ero curioso di vedere cosa sarebbe successo. Tutto qui: solo curiosità». 

Non ascoltavo i doors,non avevo mai letto una poesia di Jim Morrison non avevo mai tradotto un testo di una canzone dei Doors …ma ero stata alla sua tomba al cimitero di Père-Lachaise a Parigi,in partica non conoscevo nulla di questo mito cosi’ non essendo condizionata da nessuno ho letto la biografia.
 
Leggere questo libro e’ stato fantastico, ancor di piu’ perche’ ascolto le canzoni e capisco i testi, capisco il significato che volevano dare ai Doors. 
 
Dietro al mito ci sono un’infinita di lati da scoprire e sono sicura che almeno in uno di questi ci si rispecchia….
Consiglio di vedre anche il film, non prima pero’ di aver letto il libro…il film e’ un po’ modificato…ma da comunque un’ottima idea di chi era James Douglas Morrison!

Shangai Baby

•Giugno 27, 2007 • Lascia un Commento

tlr101101_shanghai.jpg“Shanghai Baby” racconta di Coco, venticinquenne ambiziosa e inquieta, ex giornalista e scrittrice, cameriera in un bar di Shanghai. Coco ama Tiantian, un ragazzo alto e bello, ma impotente e dedito all’eroina. Al tempo stesso ha un sogno: scrivere il romanzo che dovrebbe renderla celebre. Un giorno conosce Mark, un uomo d’affari tedesco, sposato. E non esita a intrecciare con lui una rovente storia di sesso e a tradire Tiantian pur continuando ad amarlo perdutamente, con intensità disperata. Prigioniera di un gioco distruttivo, divisa tra due sentimenti in conflitto – l’amore e la passione – rischia di andare alla deriva, di perdere il controllo sul proprio destino. Ma trova nella vita, con le sue esaltazioni e le sue sofferenze, la forza per rimettersi in strada e affermarsi come scrittrice.

Sullo sfondo, descritta con grazia e freschezza, si staglia la magica città di Shanghai, misteriosa e sfavillante di luci, variopinta e chiassosa, invasa da giovani che come Coco hanno una mentalità libera e idee all’avanguardia, che frequentano le discoteche e si stordiscono di musica tecno, che vivono come se non esistesse un domani.

E’ un romanzo bellissimo non solo per la trama ma  soprattutto per la capacità dell’autrice di trasmettere al lettore le sensazioni quasi schizzofreniche che i giovani di Shanghay vivono tra le antiche tradizioni e la moderna mentalità del terzo millennio. Si prova la sensazione di essere stati catapultati in un mondo clone della società americana, ma con forte radici nel passato ed una grandissima voglia di trasgressione.

Tokyo Blues

•Giugno 27, 2007 • Lascia un Commento

1.jpgL’ho letto due anni fa. Ma rientra tra i miei libri ed autori preferiti. Ci tenevo nominarlo.

Tokyo Blues (Noruwei no mori) è un romanzo di Haruki Murakami de 1987 espressamente basato sul racconto Hotaru (La lucciola) di cinque anni prima.

Il romanzo è stato ripubblicato nel 2006 da Einaudi on il titolo originale di Norwegian Wood (Tokyo Blues).

 Il protagonista, Toru, ha ormai trentasette anni quando l’ascolto casuale di Norwegian Blues dei Beatles provoca in lui ricordi intensi, indelebili legati a persone importanti che hanno portato per sempre con loro un piccolo pezzo del suo cuore. La memoria torna così indietro all’età dell’adolescenza e dei primi anni universitari quando il protagonista e Naoko camminavano silenziosamente per le strade dell’affollatissima Tokyo senza mai affrontare la tragica vicenda del passato che li lega indissolubilmente. Gli avvenimenti si svolgono durante il movimento studentesco di rivolta del sessantotto, vissuto con distacco poiché l’attenzione principale è riservata agli accadimenti personali dei personaggi immersi nelle loro problematiche: la solitudine, l’alienazione e l’abbandono delle persone importanti.

Il romanzo è molto di più di una semplice storia d’amore, è piuttosto il racconto del passaggio dall’adolescenza all’età adulta attraverso un percorso doloroso fatto di perdite e di delusioni che portano il protagonista a scegliere di vivere e a non restare per sempre fermo all’età di venti anni anche grazie all’irruzione nella sua esistenza di Midori. Dunque Toru decide di affrontare la vita donando un po’ di sé stesso alle persone che più ha amato e portandole in eterno nel suo cuore. Murakami immette il lettore all’interno di un Giappone rivolto totalmente ad occidente nel modo di vestire, nei disinibiti atteggiamenti sessuali e nella scelta della musica. La musica è appunto, in questo romanzo, una grande protagonista in grado di fissare in eterno il ricordo di un momento o di una persona. Ogni personaggio contribuisce a creare una colonna sonora di cui fanno parte: Beatles, Miles Davis, Doors, Rolling Stones, Burt Bacharach e tanti altri. Il protagonista ama anche il libri e in alcune circostanze ne riprende gli atteggiamenti o il modo di parlare come avviene per Il grande Gatsby di Fitzgerald di cui Murakami ha curato delle traduzioni.

La scrittura è intensa, senza pause, piacevole: descrive accuratamente i caratteri dei personaggi lasciando però il protagonista in una sorta di limbo in cui il lettore non riesce a coglierne completamente l’essenza. La scelta risulta accattivante poiché ha il merito di svelare lentamente la personalità di Toru che imprimerà una svolta decisiva alla sua vita solo alla fine del libro.

« Finora ho sempre pensato che avrei voluto oscillare in eterno fra i diciassette e i diciott’anni, ma adesso non lo penso più. [...] Ho vent’anni ormai. E devo pagare il prezzo per continuare a vivere». »

Americano

•Giugno 26, 2007 • 1 Commento

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L’Americano, a dispetto del nome, è un cocktail che fa uso esclusivamente di prodotti italiani: bitter Campari, Vermouth rosso e selz.

Il cocktail americano è considerato il primo cocktail inventato in Italia, probabilmente negli anni successivi alla Prima Guerra Mondiale.

Ci sono due teorie riguardo il suo nome:

  • la prima ritiene che esso derivi dal fatto che il cocktail fosse considerato un modo di bere come gli americani.
  • la seconda, che fa risalire la nascita del cocktail al periodo del fascismo, vuole che il nome gli fosse stato dato in onore del pugile Primo Carneradetto, appunto, “L’Americano“, dopo una vittoria conseguita a New York .

L’americano è considerato il “padre” del Negroni, secondo la tradizione nato come un “Americano con una aggiunta di gin”.

Bath(bad) time

•Giugno 23, 2007 • Lascia un Commento

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Missione impossibile compiuta

•Giugno 23, 2007 • Lascia un Commento

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Non l’avrei mai detto…Ieri  a Monastier di Tv ho finalmente acquistato il vestito da testimone di nozze per Anto e Fede. Un signor vestito!

Entrera’ nella mia storia per l’abito più caro che abbia mai acquistato. I 400 euri meglio spesi per un abito lungo rosso per le nozze più spettacolari!

Manca poco al 1 settembre, il 26 Agosto, salvo imprevisti, mi licenzierò ….devo prendermi anche un pc cazzo! Se sono rimasta al Duse fin’ora e’ grazie ad un libero accesso alla rete per tutte le mie ore lavorative!

Disturbo bipolare.

•Giugno 23, 2007 • Lascia un Commento

Mi è stato riferito che probabilmente ne soffro…. ma cos’è?Che vuol dire essere bipolare?

Il disturbo bipolare, così come dice il suo nome, è qualcosa che ti costringe a vivere tra due estremi: da una parte c’è l’inferno della depressione, dall’altra il paradiso (apparente, la realtà è ben diversa) dell’euforia, o mania.

Il bipolare si sveglia alla mattina e si chiede: oggi come butta? non può prevedere il suo stato. Indipendentemente dalle circostanze esterne si può svegliare felice come una pasqua, pieno di vitalità e di spirito di iniziativa, oppure in preda alle angosce più nere, tentato dal suicidio come unica via di fuga.

In alcuni queste fasi sono molto brevi, possono durare meno di una giornata (tipico che ci si svegli depressi e che alla sera si vada a ballare). In altri invece possono essere molto più lunghe, durare addirittura mesi.

Oddio non credo proprio di soffrirne, anche se son convinta che se andassi da uno psico(qualunque) mi rinchiuderebbe in manicomio. Dopo mesi da crackomane a Londra tornata a casa natale in Italia mi ci è voluto un anno per riprendermi. Io l’ho chiamata disintossicazione, ma chiamatela come volete. Gli antidepressivi li ho provati, una pasticca ho preso. Non fanno per me, ero disconnessa,quasi più depressa di prima. Al suicidio ci avevo pensato, ma non fa per me, ci vuole troppo coraggio. Io mi cago sotto solo a pensare al bunjee jumping.

All’epoca però mi serviva una disintossicazione anche dalle persone che mi circondavano. Ora mi serve una disintossicazione dallo stato Italia!

Sono pulita (dentro e bella fuori :-) ) non dipendo da niente e da nessuno. E’ l’abuso che fa male non l’uso. Pero’ continuo a dire che se fossi milionaria sarei cocainomane.

Ma di cosa sto parlando in questo post?!? Sono disconnessa.

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Magnolia

•Giugno 23, 2007 • Lascia un Commento

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Sono senza parole per questo film. Devo rivederlo. Assolutamente.

W.Shakespeare

•Giugno 22, 2007 • Lascia un Commento

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È tutta colpa della luna,
quando si avvicina troppo alla terra
fa impazzire tutti.